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Filmografia consigliata

FILM ITALIANI

Titolo: CERTI BAMBINI

Regista: Andrea e Antonio Frazzi

Anno: 2004

Genere: Drammatico

Clip:

https://www.youtube.com/watch?v=cDF-zafzt3w

Trama: Tratto dall’omonimo romanzo di Diego De Silva, il film racconta le condizioni disastrose delle periferie napoletane malfamate attraverso gli occhi di un bambino. Il protagonista si vedrà diviso tra due realtà: la criminalità organizzata e l’insegnamento cattolico di sua nonna.

Perché vale la pena guardarlo: La pellicola è stata riconosciuta come film d’interesse culturale nazionale dalla Direzione Generale per il Cinema del Ministero per i Beni e le attività culturali. Benché alcune realtà siano lontane dagli occhi di molti spettatori, quella del protagonista è la vita reale di molti bambini delle periferie delle più grandi città del Sud d’Italia dove la criminalità organizzata diventa una risposta al degrado e alla mancanza di opportunità, dove la legge del più forte diventa l’unica risposta possibile alla mancanza di una regola e di un contenimento dei bisogni dei bambini e degli adolescenti. Un film che fa riflettere dunque sulla situazione sociale attuale.

 


Titolo: IL PRIMO GIORNO D’INVERNO

Regista: Mirko Locatelli

Anno: 2008

Genere: Drammatico

Trama: Valerio ha una sorella di dieci anni, un vecchio motorino e due nemici che lo tormentano. È un adolescente solitario, non riesce a sentirsi protagonista della sua vita, perciò si limita a osservare i compagni stando in disparte, cercando di misurarsi con loro e di trovare un modo per assomigliargli. Un giorno gli si presenta una possibilità, finalmente può vendicarsi provando a combattere con le stesse armi del nemico. Ma commette un grave errore e Valerio va coraggiosamente incontro alla sua punizione.

Perché vale la pena guardarlo: Il primo giorno d’inverno” è una riflessione sulle relazioni tra adolescenti basate su prepotenza e sopraffazione: racconta una storia di bullismo

psicologico e identità sessuale, attraverso gli occhi di un giovane regista del Sud d’Italia.

 


Titolo: MERY PER SEMPRE

Regista: Marco Risi

Anno: 1989

Genere: Drammatico

Clip:

https://www.youtube.com/watch?v=YnypM9PFNc4

Trama: In attesa di una sistemazione definitiva presso un liceo siciliano, il professor Marco Terzi, trasferito dal Nord, accetta l'incarico di insegnare nel carcere minorile "Malaspina" di Palermo. Spesso osteggiato dalla direzione e inviso alle guardie, Terzi tenta di impartire le sue lezioni a un gruppo di ragazzi turbolenti, tra i quali spiccano Pietro, analfabeta e scippatore; Natale, il più violento del gruppo con il coltello sempre alla mano; Mery, un travestito diciassettenne rifiutato dalla sua famiglia che si trova al "Malaspina" per aver gravemente ferito un cliente occasionale; Claudio, poco più che adolescente, insidiato dal compagno Carmelo e poi bollato da tutti come spione; Antonio che, essendo diventato padre, andrà in permesso con il professore a dare un'occhiata al rampollo in un ospedale palermitano. La vita quotidiana, le difficili lezioni, le punizioni inflitte dalle guardie ai più recalcitranti, l'atmosfera di disperazione e di amarezza che sembra gravare su tutto e tutti, inchioderanno anche il coraggioso docente. Pietro, appena evaso, muore quasi subito in una rapina effettuata con una pistola giocattolo. Terzi spera che l'evento colpisca per la sua tragica assurdità quei ragazzi a cui si è dedicato con tanta abnegazione e che ormai gli sono affezionati. Così, quando la lettera di assegnazione della cattedra arriva al Riformatorio, Terzi la strappa e decide di continuare la sua missione, affidandosi al metodo della comprensione e della pazienza affettuosa.

Perché vale la pena guardarlo: “Mery per sempre” è un film del 1989 e descrive lucidamente e con estremo realismo le condizioni dei carceri minorili dell’epoca nonché le difficoltà di ragazzi cresciuti in una Sicilia povera e sottomessa alla Mafia. Ma la storia dei protagonisti di questa pellicola non è tanto differente da quella che molti ragazzi ancora vivono. È un film che vale la pena vedere non solo perché ha fatto la storia del cinema italiano, non solo perché i giovani protagonisti erano veramente ragazzi siciliani della strada, alcuni delinquenti, non soltanto per la delicatezza con cui vengono raccontate le storie e descritte le emozioni dei protagonisti ma anche perché questo è un film che continua a fare riflettere, estremamente attuale. E la figura del professore è l’ideale dell’educatore, di colui che con il cuore si occupa di chi è in difficoltà senza stereotipi né pregiudizi ma dona a ognuno la possibilità di sperare in un futuro migliore.




FILM STRANIERI

Titolo: AVATAR

Regista: James Cameron

Anno: 2009

Genere: Fantascienza-Azione-Drammatico

Trama: Jake Sully è un marine costretto su una sedia a rotelle che accetta di trasferirsi sul pianeta Pandora in sostituzione del fratello morto, scienziato, la cui missione era quella di esplorare il pianeta mediante un avatar. Pandora, però, non è solo un luogo da studiare: è soprattutto un enorme giacimento di un minerale prezioso per la Terra. Uomini d'affari avidi e militari si trovano così uniti nel tentativo di spoliazione del pianeta. C'è però un problema: gli indigeni Na'vi non hanno alcuna intenzione di farsi colonizzare. Il compito iniziale dell'avatar di Jake sarà quello di conoscerne usi e costumi, di farsi accettare all'interno delle loro comunità così da poterli conquistare facilmente una volta acquistata la loro fiducia. Ma dai nativi Jake impara a divenire un guerriero molto diverso dal marine che è stato e la sua visione dell'impresa cambia, così come quella della natura e della vita.

Perché vale la pena guardarlo: In Avatar, pensato 15 anni fa ma realizzato negli ultimi 4, si sentono gli strascichi della recente guerra in Iraq e delle conseguenze ideologiche di questa. Altrettanto importante tema del film è il discorso ecologico che sottende tutto il film: la visione di un'energia panica da rispettare e la facile etichettatura di nemici applicabile a coloro che posseggono le fonti energetiche che abbisognano ai più forti.

È storia di sempre, già vista e sentita, ma in questa pellicola Cameron ha saputo osare ribadendo con la forza della spettacolarità la storia dei soprusi che l’uomo, in nome del progresso ma schiavo del potere e del denaro, quotidianamente, da secoli, infligge alla natura e ai propri simili, vessazioni che stanno portando la Terra alla deriva.

“La grande madre non prende le parti di nessuno. Lei protegge soltanto l’equilibrio della natura.”

 


Titolo: BALLA COI LUPI - DANCES WITH WOLVES
Regista:
Kevin Costner
Genere:
Western-Guerra-Drammatico
Anno:
1990
Clip:

https://www.youtube.com/watch?v=RfZLqffQ_Sw

Trama: Durante la Guerra di Secessione, il tenente John Dunbar è un ufficiale dell’Esercito Unionista di stanza in Tenessee. L'uomo, non desidera fare più il suo dovere e dopo un tentativo di suicidio viene inviato in un lontano presidio di frontiera, ai margini delle praterie del Nebraska.
Il primo mese John lo trascorre a ripristinare l'operatività dell'avamposto, con la sola compagnia del suo cavallo, di un lupo che lo osserva dalle praterie e del suo diario, nel quale annota tutto quello che vede e che gli succede.
L'incontro con la vicina tribù di indiani Sioux, in lotta con la confinante tribù dei Pawnee (spie dei bianchi), porterà un senso nuovo alla sua vita. La crescente stima e il rispetto verso questo popolo nomade e, non ultimo, l'amore e il matrimonio con Alzata Con Pugno, una donna bianca adottata dalla tribù quando era una bambina, lo porterà a imparare la lingua sioux, a condividere problemi e sentimenti di quel popolo, a integrarsi nella vita, nelle tradizioni, negli usi e nella cultura indiane, molto migliori dei bianchi. Un drammatico scontro con i soldati nordisti (suoi ex-commilitoni) lo convince a cancellare definitivamente il suo passato di soldato e di uomo bianco: diventa così Balla Coi Lupi, nome dato dalla sua "nuova famiglia" adottiva sioux, in ricordo dell'unica sua compagnia da soldato solitario al forte, il lupo Due Calzini. Ricercato e inseguito come traditore dai bianchi, sarà costretto ad abbandonare, assieme alla moglie, quello che è diventato il suo popolo.

Perché vale la pena guardarlo?
Questo film ha una potenza emotiva molto forte e ci riporta a epoche lontane in cui esistevano uomini capaci di entrare profondamente in contatto con animali e natura che facevano del rispetto di questi un principio fondamentale della loro vita. Il film racconta la vita di un tenente dell’Esercito Unionista che, deluso dalla guerra, attraverso il silenzio, il solo contatto con la natura, gli animali e i Pellerossa, ritrova un senso per la propria vita e un motivo valido per ricominciare a lottare. Inizia dunque una battaglia contro i soprusi e lotta accanto ai Sioux contro i tentativi degli Yankees di sottomettere e corrompere i popoli nativi del Nord America. La storia avvincente ci riporta al senso primordiale della natura, sottolinea la bellezza di una vita caratterizzata dal rispetto del prossimo e dal seguire lento dei ritmi della natura e mostra come la curiosità possa ampliare la capacità di comunicare superando le barriere della lingua e delle specie.

 


Titolo: BASTA GUARDARE IL CIELO – THE MIGHTY

Regista: Peter Chelsom

Anno: 1998

Genere: Drammatico

Trama: Il film racconta la storia di Kevin, un ragazzo che a causa di una malformazione è costretto ad utilizzare le stampelle, e Maxwell, grande e grosso ma timido ed impacciato. I due vengono subito presi di mira dai bulli per le loro difficoltà. ma insieme si sentono forti e “normali” e possono affrontarli! Un film che vi farà emozionare e riflettere sulla brutalità di alcune persone.

Perché guardarlo: L’unione fa la forza e la relazione può far sentire “normali” anche due ragazzini che tutti considerano diversi a causa di qualche problematica fisica. Insieme, attraverso l’amicizia e l’affetto e il sostegno di chi ci sta intorno, anche se sono poche persone, si possono affrontare le difficoltà. Questo è un film che non solo fa emozionare ma che non può che portarci a riflettere sulla brutalità che alcune persone mettono in atto nei confronti di altre.

 


Titolo: CYBERBULLY

Regista: Charles Binamé

Anno: 2011

Genere: Drammatico

Trama: La storia è quella di Taylor, adolescente che viene presa di mira sui social network, dove viene insultata e fatta passare per una poco di buono da un ragazzo che con cui ha parlato online. La ragazza è tormentata da bulli e da cyberbulli tanto che, esausta, cercherà di farla finita suicidandosi.

Perché vale la pena guardarlo: Questo film del 2011 è molto attuale essendo il cyberbullismo una moderna forma di bullismo che, dall’avvento dei social-network e per la velocità con cui in rete si possono spargere voci, pettegolezzi e foto sulle vittime, sta diventando un fenomeno importante sia dal punto di vista psicologico e sociologico che per il numero di vittime che sta colpendo. Si tratta di un film che non solo gli adulti dovrebbero vedere, per conoscere meglio il fenomeno, ma anche i giovani, per comprendere i pericoli nascosti nella rete ed essere maggiormente consapevoli quando navigano in essa.

 


Titolo: HACHIKO, IL TUO MIGLIORE AMICO - HACHI, A DOG'S TALE
Regista:
Lasse Hallstrom
Anno:
2009
Genere:
Drammatico
Clip:

https://www.youtube.com/watch?v=yvkiAoFWilg

Trama: Parker Wilson, professore universitario di musica, viaggia in treno tutti i giorni per andare a lavoro. Una sera, al ritorno dall'Università, trova un cucciolo di Akita Inu; lo porta a casa con sè con l'intenzione di trovare il legittimo proprietario. Questi, però, non si trova e col passare dei giorni tra il cane e il nuovo proprietario si instaura un legame molto forte: ogni mattina Hachi accompagna il suo padrone alla stazione e ogni pomeriggio lo va a riprendere. Gli Akita Inu sono cani molto fedeli al padrone, non amano giocare con la palla, non amano compiacere l'uomo se non per un importante motivo. Un giorno il cane cercherà di impedire che Parker vada a lavoro ma il suo intento sarà vano. Durante le ore di lezione il protagonista del film avrà un malore e da quel giorno, ogni giorno, Hachi si recherà alla stazione ad aspettare il suo amico a due zampe.
Perché vale la pena guardarlo:
Questo film è carico di emozioni e sentimenti forti che scaturiscono dalla relazione affettiva che s'instaura tra uomo e animale.

Il rapporto tra il protagonista e l'Akita Inu sottolinea la forza del legame tra il cane e il suo "padrone", una relazione caratterizzata da fiducia reciproca, calore, amore, intensi sentimenti di riconoscenza.

In questa pellicola, ogni umano che abbia una relazione forte con un cane riesce a riconoscersi e a sentire la forza di quel rapporto come qualcosa di proprio: la proiezione di intensi sentimenti di affetto è uno dei risultati più riusciti del film.

 


Titolo: L’ODIO – LA HAINE

Regista: Mathieu Kassovitz

Anno: 1995

Genere: Drammatico

Clip:

https://www.youtube.com/watch?v=uiu3hEj62FM

Trama: In un quartiere periferico parigino, scoppia il vento della rivolta dopo il pestaggio del sedicenne Abel da parte della polizia. I giovani della Banlieu scendono in strada e si battono tutta la notte con gli agenti. Tra loro ci sono tre amici: l’ebreo Vinz, il maghrebino Said e il nero Hubert, un trio di sfigati, disoccupati, arrabbiati e senza futuro. La giornata balorda dei tre giovani disperati ha inizio quando Vinz, che ha trovato una pistola d’ordinanza persa da uno sbirro durante gli scontri, decide di usarla.

Perché vale la pena guardarlo: Diretto da Matthieu Kassovitz, venticinquenne e di talento, in un bianco e nero splendido e parlato con un dialetto non facile da tradurre, L’odio è un film durissimo che racconta la realtà dei giovani che vivono in situazioni di degrado ed emarginazione sociale e che trovano nella violenza una via d’uscita alla disperazione, alla passività. Quella dei tre giovani parigini è una storia che non si allontana molto da quelle che ancora oggi molti giovani si trovano a vivere nella periferie delle grandi città dove la devianza diventa una forma di ribellione al degrado là dove le risposte degli adulti non arrivano.

 


Titolo: L’ONDA – DIE WELL

Regista: Dennis Gansel

Anno: 2008

Genere: Drammatico

Trama: Germania, oggi. Durante la settimana delle esercitazioni, un insegnante di liceo, impossibilitato a svolgere in classe un laboratorio sull’anarchia, accoglie come provocazione il tema opposto: un esperimento sul funzionamento di un governo totalitario. Inizia così un gioco di ruolo dove l’insegnante, nei panni del leader indiscusso, costruisce tutti i passi per l’instaurazione di una perfetta dittatura.

Nel giro di poche settimane, quella che era cominciata come un’innocua illustrazione di concetti come disciplina e comunità, si trasforma in un vero e proprio “movimento”, l’Onda. Il professor Wenger, esaltato dall’obbedienza entusiasta dei suoi studenti, perde lucidità e nulla riesce a risvegliare il suo senso critico. Il conflitto esplode e l’insegnante decide di interrompere l’esperimento ma è troppo tardi: il movimento è fuori controllo.

Perché guardarlo: Alcuni ingredienti del film sono: la sottomissione a un leader, l’accettazione di tutte le regole collettive incominciando dalle più insensate, la perdita dell’identità individuale per assumere una identità collettiva e infine la propaganda e la costruzione dell’immagine del nemico in cui identificare tutti coloro che non stanno al gioco.

Sembrano gli ingredienti di cui i ragazzi di oggi, soprattutto gli adolescenti più fragili, perduti nell’anomia della società in cui vivono, hanno bisogno per sopravvivere: un bisogno di un gruppo a cui appartenere, un’identità collettiva forte in cui riconoscersi, un senso di potenza. Il film fa riflettere su una realtà che spesso è sotto i nostri occhi ma che non vediamo con lucidità e sulle pericolose derive che tutto questo può avere, per i ragazzi stessi ma anche per la società nel suo complesso.

 


Titolo: L’UOMO CHE SUSSURRAVA AI CAVALLI - THE HORSE WHISPERER
Regista:
Robert Redford
Anno:
1998
Genere: Drammatico
Clip:

https://www.youtube.com/watch?v=Rr6I3-HIGhw

Trama: Durante una gita con un’amica e i cavalli, Grace subisce un grave incidente a causa del quale le viene amputata una gamba e scivola in una grande depressione. La madre della ragazza decide di non far sopprimere il cavallo nonostante le condizioni fisiche di questo siano gravi; si rivolge piuttosto a un uomo conosciuto come il “sussurratore” che potrebbe aiutare il cavallo a rimettersi in salute. Secondo la madre di Grace, infatti, solo ritornando a cavalcare la figlia potrebbe riprendersi dalla depressione. I tentativi dell’uomo vanno piano piano a buon fine: Grace torna in sella al suo cavallo, riprende la vita normale tra scuola e amiche e anche i suoi genitori ritrovano la serenità.
Perché vale la pena guardarlo? La figura dell’uomo che sussurra ai cavalli ci apre al mondo della comunicazione non verbale possibile tra umani e animali: attraverso canali che l’uomo sembra aver spesso dimenticato è possibile instaurare una relazione di fiducia forte, un legame intenso che permette di vincere paure, resistenze, barriere d’ogni tipo.
Grace è caduta in una profonda depressione ma il rapporto con il suo cavallo le permetterà di ritornare a vivere una vita meno dolorosa nonostante le conseguenze obiettive che l’incidente ha avuto su di lei e sulla sua storia.
Ma non è solo il cavallo a essere la cura per Grace: lei stessa, il loro legame, l’amore della ragazza per il suo cavallo e la tenacia saranno la cura per l’animale stesso che tornerà a galoppare. Questo film ci mostra tutto il potere terapeutico di un rapporto uomo-animale, mediato da una figura che sa parlare all’anima di entrambi.

 


Titolo: LA CLASSE – ENTRE LES MURS

Regista: Laurent Cantet

Anno: 2008

Genere: Drammatico

Trama: François Bégaudeau è insegnante di francese in una scuola media superiore della Banlieu parigina. La storia viene ambientata all’interno delle mura scolastiche seguendo il rapporto del professore con una classe. Il suo metodo d’insegnamento, che si rivolge a un gruppo di ragazzi e ragazze molto eterogeneo, mira a offrire la migliore educazione possibile in una realtà in cui i giovani, che hanno alle spalle situazioni familiari difficili, non hanno sempre un comportamento inappuntabile e possono spingere anche il migliore dei docenti ad arrendersi a un quieto vivere che non richieda confronti e magari scontri con gli allievi.

Perché guardarlo: Il film mette a confronto l’approccio alla scuola del professor Bégaudeau, che tiene conto delle caratteristiche soggettive degli studenti, cerca di costruire un dialogo con questi, lavora instancabilmente per valorizzare le doti di ciascuno e far sentire la conoscenza come un tesoro alla portata di tutti, e quello dei colleghi, preoccupati soltanto che non ci siano disordini e che arrivi presto la campanella di fine lezione per tornare a casa e smettere di preoccuparsi degli altri.

C’è poi la relazione dell’insegnante con la varietà dei suoi ragazzi. Tra i personaggi ritroviamo ruoli tipici di tante classi: il ragazzo compito e studioso che nasconde una situazione familiare difficile, le ragazzine che sembrano prendere tutto alla leggera e ridono per un nonnulla, l’allievo espulso da un’altra scuola che manifesta in modo maldestro il bisogno di essere inserito, quello che spara battute su ogni cosa o che esibisce un menefreghismo decisamente fuori luogo.

Il film mostra uno spaccato realistico della scuola dove quotidianamente, alcuni insegnanti, combattono per permettere anche a chi ha meno opportunità di costruirsi un futuro migliore.

 


Titolo: LA FAMIGLIA BELIER – LA FAMILLE BELIER

Regista: Eric Lartigau

Anno: 2014

Genere: Commedia-Drammatico-Musicale
Clip:

https://www.youtube.com/watch?v=PQOosjkBct4

Trama: Il signor Bélier e sua moglie, entrambi sordomuti, sono agricoltori e vivono nella campagna bretone. Il figlio minore è anch'egli sordo mentre la primogenita di sedici anni sente e parla perfettamente e proprio per questo è un aiuto indispensabile per tutta la famiglia: un'interprete perfetta. La ragazza ha una grande passione per il canto ma la lealtà verso la famiglia e il suo ruolo di interprete la spingono a mettere da parte le proprie ambizioni in un turbinio di emozioni contrastanti, acuite dall'età della ragazza.
La famiglia, però, riuscirà a capire quanto la passione della figlia sia importante anche se la musica e la voce non arrivano alle loro orecchie.

Perché vederlo: La delicatezza con cui il regista tratta la storia di questa famiglia, permette di comprendere vividamente le difficoltà che quotidianamente affrontano le persone sordomute, soggetti tendenzialmente poco rappresentati al cinema. L'unione di questa famiglia e i sentimenti che legano ciascun membro di essa rendono minimi i limiti di una vita senza voce e senza suoni. L'amore e le emozioni permettono la comprensione anche dove non è possibile dare voce a quanto si esperisce perché per comprendere i sentimenti non è sempre essenziale parlare.

 


Titolo: LA PETITE VENDEUSE DE SOLEIL

Regista: Djibril Diop Mambéty

Anno: 1999

Genere: Drammatico

Trama: Sili è una bambina africana: femmina, disabile e povera. Potrebbe rappresentare la quintessenza della debolezza e della rassegnazione passiva, invece ha in sé tutta la grinta e l’energia necessarie per non piegarsi fatalisticamente al destino, per combattere l’infelicità e per cercare di migliorare la propria condizione umana. È una ragazzina sicura e decisa Sili, che sa il fatto suo, che non è disposta a farsi prendere in giro da nessuno e che con molta scaltrezza e arguzia riesce a superare anche momenti di grande difficoltà.

Perché guardarlo: Questo film è un grande omaggio alla forza e al coraggio dei bambini che abitano le strade delle grandi città africane.

Quella della protagonista è una storia di emancipazione, di riscatto da una condizione di sottomissione passiva, di vittoria della ragione e dell’intelligenza sulla forza e sull’aggressività fisica. Questa pellicola è inoltre un grande riconoscimento, da parte del regista, al ruolo e all’importanza delle donne nella cultura africana.

 


Titolo: LA VOLPE E LA BAMBINA - LE RENARD ET L'ENFANT
Regista: Luc Jacquet
Anno: 2007
Genere: Avventura-Fantastico-Drammatico
Clip:
https://www.youtube.com/watch?v=l7-o6NiO_-M

Trama: Su una montagna, una bambina incontra nel bosco una volpe selvatica che spaventata, scappa via: inizia così la strana amicizia tra una volpe e una bambina. Durante l'inverno la piccola passerà le sue giornate fantasticando sulla vita della volpe e disegnando storie su di lei; si rincontreranno a primavera quando la volpe avrà messo al mondo degli splendidi cuccioli. La voglia della bambina di legare sempre più con l'animale è forte e questo la porterà a fare involontariamente degli errori ma le farà anche scoprire la bellezza degli animali in natura.
Perché vale la pena guardarlo: Il regista riesce a cogliere tutta la bellezza della natura più selvaggia e incontaminata. Quasi come in un documentario, la bellezza naturale della volpe è tutta racchiusa in questa pellicola. Non di meno, il regista riesce a descrivere con maestria il forte bisogno dell'uomo di controllare il mondo animale: la bambina, infatti, cercherà di rinchiudere in casa la volpe per poter avere con lei uno stretto legame di amicizia. Ma l'amicizia tra uomo e animale non sempre trae vantaggio dalla cattività del secondo: al contrario, nello spazio incontaminato della natura, gli animali si mostrano in tutta la loro bellezza e, accanto a loro, soltanto osservandoli, l'uomo può imparare molto, può vedere e sentire al di là della vista e dell'udito; e soltanto la gioia della volpe di vivere libera e poter stare con i propri cuccioli regalerà alla bambina emozioni che altrimenti non avrebbe potuto condividere nel futuro con i propri figli.

 


Titolo: QUASI AMICI – INTOUCHABLES
Regista: Olivier Nakache, Eric Toledano

Anno: 2011

Genere: Commedia-Drammatico

Clip:
https://www.youtube.com/watch?v=G_3nU0y1O3U

Trama: Il film è ispirato alla vera storia del tetraplegico Philippe Pozzo (autore di Le Second Souffle) e del suo aiutante domestico Yasmin Abdel Sellou. La storia racconta il rapporto che si sviluppa tra un uomo disabile ricco e il suo badante, giovane, rozzo, inizialmente incompetente ma sincero.

Perché vederlo: Il tema dell'amicizia che si sviluppa tra i due protagonisti è raccontato con estrema autenticità, semplicità e leggerezza; con delicatezza ma senza troppi fronzoli vengono raccontate tutte le difficoltà che Philippe affronta nella vita quotidiana. Accanto a lui, però, c'è Driss, un giovane badante improvvisato che non solo non ha nessuna esperienza nel campo ma non ha neanche intenzione di compatire il suo datore di lavoro; vuole piuttosto fargli vivere una vita quanto più normale possibile trattandolo per ciò che lui è: un uomo con sentimenti, emozioni e bisogno di amore.

 


Titolo: RAIN MAN - L’UOMO DELLA PIOGGIA

Regista: Barry Levinson

Anno: 1988

Genere: Commedia-Drammatico

Clip:

https://www.youtube.com/watch?v=R4AGRQR7wRM

Trama: Charlie, alla morte del padre, apprende che l'unico erede del patrimonio familiare è suo fratello maggiore Raymond, un uomo affetto da autismo, di cui ignorava l'esistenza. Sentitosi tradito dal genitore e indebitato sul lavoro, decide di sequestrare Raymond dalla clinica psichiatrica in cui è ricoverato, nella speranza di diventarne il tutore e quindi prendere possesso del patrimonio paterno. Dal giorno del rapimento, Charlie comincia a conoscere veramente suo fratello, un individuo malato ma dotato di una estrema sensibilità, una incredibile memoria e grande capacità di calcolo. Tra momenti di ilarità e altri più drammatici, la relazione si rafforza e Charlie si affeziona al fratello iniziando anche ad avere ricordi della loro infanzia. Alla fine Charlie decide di riportare Raymond nella clinica, rinunciando all'eredità paterna.

Perché vale la pena guardarlo: Rain man è stato uno tra i primi film a parlare di disabilità e nella pellicola tutto è raccontato con estrema franchezza, senza eccessivo buonismo. La descrizione del personaggio affetto da autismo è assai veritiera e ci avvicina a questa sindrome con delicatezza ma al tempo stesso con forza. Il fratello minore incarna tutte le emozioni che ognuno di noi prova di fronte alla disabilità: se all’inizio del film la maggior parte degli spettatori prova una spiccata repulsione nei confronti dell’avido e cinico Charlie, proseguendo nella visione è possibile mettersi nei suoi panni e comprendere quanto la malattia possa fare paura e portare ad atteggiamenti meschini, scorretti. Il rapporto che si instaura tra i due protagonisti mette a nudo la difficoltà del legame fraterno in presenza di una difficoltà come l’autismo ma al tempo stesso mostra come attraverso la conoscenza, la curiosità e l’affetto, le differenze e le paure che queste portano possano essere superate.

 


Titolo: TEMPLE GRANDIN – UNA DONNA STRAORDINARIA

Regista: Mick Jackson

Anno: 2010

Genere: Drammatico

Clip:

https://www.youtube.com/watch?v=GyOzgtcPQZs

Trama: Il Film, ispirato al libro “La Macchina degli Abbracci”, è la storia vera di Temple Grandin, ragazza americana affetta da Autismo che vive un costante parallelismo tra la sua vita e quella degli animali che abitano nella fattoria della zia. La protagonista, per abituare se stessa al contatto con gli altri e provare giovamento da questo nei momenti di stress, costruisce una “rudimentale macchina degli abbracci”; dopo ore di osservazione degli animali da macello e dopo anni di studio e sacrificio per superare i pregiudizi delle persone rispetto alla propria disabilità e alla strana macchina, cerca di applicare la propria esperienza al mondo dell'allevamento con l'obiettivo di ridurre al minimo lo stress cui sono sottoposti gli animali.

Perché vale la pena guardarlo: Il film è una prospettiva soggettiva dell’autismo e delle difficoltà relazionali che questo comporta; gli spettatori riescono dunque a cogliere il punto di vista di una persona che “pensa in immagini e le mette in relazione” e a mettersi nei suoi panni.

Attualmente Temple Grandin è una sessantenne di successo: due lauree ( Psicologia e Zoologia) e un master in Scienze Animali ed è una tenace attivista del movimento di tutela dei diritti degli animali e delle persone con autismo. Inoltre, è ricercatrice e professoressa presso la Colorado University.
I suoi studi sul “contatto” si sono rivelati pionieristici: i terapisti hanno successivamente osservato come un tocco molto leggero allerti il sistema nervoso, negli esseri umani come negli animali, ma come la pressione profonda sia invece rilassante e calmante.

La storia e la figura di questa donna sono la prova vivente e l'esempio che i “limiti” sono frutto della nostra società, e che la disabilità può essere una risorsa e non sempre uno svantaggio!

 


Titolo: UN TUFFO NEL BUIO - WILD HEARTS CAN'T BE BROKEN
Regia: Steve Miner
Anno: 1991
Genere: Drammatico
Trama: Sonora è un'orfana che vive con sua sorella Arnette da una zia durante la Grande Depressione. Ha un grande amore per i cavalli ed è anche molto cocciuta. A causa del comportamento ribelle della ragazza e delle dfficoltà finanziarie, la zia decide di mandare la nipote in un orfanotrofio ma questa decide di scappare e si unisce a un circo la cui più grande attrazione è l'esibizione di una ragazza che, insieme al suo cavallo, corre lungo una piattaforma ripida saltando infine in una pozza d'acqua. Estasiata dallo spettacolo Sonora decide di chiedere lavoro e inizia così a lavorare come stalliere. Successivamente sarà Sonora la protagoista dello spettacolo ma un incidente le cambierà completamente la vita.
Perché vale la pena guardarlo: Il film racconta la storia di una ragazza che si ribella alle costrizioni della vita e che decide di vivere questa con entusiasmo e passione. Nel film è racchiusa l'evoluzione personale della protagonista ma sopratutto quella del rapporto che lega questa al suo cavallo, un legame che va oltre alla normale comunicazione verbale, che si basa sulle emozioni e sul contatto fisico. La storia evolve e insieme alle vicende della ragazza il regista ci mostra l'intesa solida che donna e animale instaurano giorno dopo giorno. A causa dell'incidente che costerà la vista alla protagonista, il rapporto di questa con il proprio cavallo diventerà sempre più forte, fondato su una comunicazione ancestrale: il cavallo, infatti, aiuterà la ragazza a vincere le proprie paure e a tornare a vivere con gioia affidandosi alla forza dei propri canali sensoriali.

 


Titolo: ZANNA BIANCA, UN PICCOLO GRANDE LUPO - WHITE FANG
Regista: Randal Kleiser
Anno: 1991
Genere: Avventura-Drammatico
Trama: Verso la fine del 1800, nelle foreste artiche dell'Alaska durante la corsa all'oro, una lupa ha da poco partorito un cucciolo e Jack Conroy, un giovane e istruito cercatore d'oro, rimasto da poco orfano, sbarca da San Francisco in Alaska per cercare una miniera lasciatagli in eredità dal defunto padre. Da quel momento iniziano le avventure del giovane intrecciate a quelle della lupa e dei suoi cuccioli. Uno di questi in particolare, rimasto intrappolato e salvato da un indiano che gli darà il nome di Zanna Bianca, diventerà protagonista della storia, insieme a Jack.
Un anno dopo, nella ritornata primavera, Jack inizia a restaurare la capanna e la miniera del padre, mentre Zanna Bianca viene sfruttato nelle lotte clandestine tra cani. Sarà Jack a salvare il lupo portandolo nella sua capanna e riportandolo alla natura.
Perché vale la pena guardarlo: In questo film è racchiusa l'anima di un rapporto ancestrale tra uomo, animale e natura. All'interno di una cornice più ampia, tra mille avventure e peripezie che il protagonista vive, la relazione con il lupo rende il film carico di emozioni sottolineando la fame che uomini e animali hanno di contatti puri, di legami forti caratterizzati da rispetto e fiducia; al tempo stesso, mescolato al rapporto sincero di rispetto tra Jack e Zanna Bianca, costruito con il tempo e con la dolcezza, il regista ci mostra la forza bruta dell’uomo contro la natura e gli animali ma anche la potenza della natura stessa davanti alla quale gli esseri umani diventano minuscoli. Su ogni cosa sembrano comunque vincere il rispetto e la bellezza dell’armonia tra gli esseri viventi e la natura.

 

 


CARTONI ANIMATI

Titolo: ANTY BULLY – THE ANT BULLY

Regista: John A. Davis

Anno: 2006

Genere: Animazione

Clip:

https://www.youtube.com/watch?v=dRJaAY3Ce1k

Trama: Appena arrivato in una nuova città, senza amici e tormentato da un bullo del quartiere, il piccolo Lucas Nickle sfoga la sua frustrazione su un nido di innocenti formiche del suo giardino. Ma un giorno le formiche reagiscono: usando una pozione magica, fanno rimpicciolire Lucas alla loro dimensione e lo condannano a vivere come una formica nella loro colonia.

Perché guardarlo: Nella dimensione delle formiche, all’interno del loro piccolo mondo, Lucas imparerà un’importante lezione: capirà a fondo l’importanza dell’amicizia e del rispetto di ogni forma di vita. Inizierà cosi a vedere la vita in modo nuovo e diverso trovando infine il coraggio per difendersi. Attraverso l’esperienza del piccolo protagonista siamo portati a riflettere su quanto l’uomo avrebbe da imparare dal mondo naturale e su quanto i soprusi e le violenze nei confronti di chi non può difendersi non siano che una forma di paura mascherata dalla violenza.

“Sono le differenze che rendono forte la nostra colonia…dalle differenze prendiamo la nostra forza.” “Certi umani – invece – preferiscono pestare le persone che non capiscono.”

 


Titolo: GALLINE IN FUGA – CHICKEN RUN

Regista: Peter Lord, Nick Park

Anno: 2000

Genere: Animazione

Trama: La storia racconta la vita di un gruppo di galline rinchiuse in un allevamento intensivo e le loro peripezie per tentare la fuga, stanche di produrre uova in quantità. I loro tentativi non vanno a buon fine perché i padroni dell’allevamento sono spietati e non sono disposti a vedere calare la loro produzione. Ma un giorno, quando le galline scopriranno che i loro carcerieri hanno messo a punto una macchina infernale e quando verrà a dare loro una mano un gallo guerriero, le cose cambieranno.

Perché vale la pena guardarlo: Questo è un cartone spassoso anche se tratta una tematica dura, quella dello sfruttamento degli animali negli allevamenti intensivi. La pellicola, attraverso figure ben caratterizzate e la simpatia delle protagoniste, ci porta a immedesimarci nella situazione che vivono le galline del cartone, ossia tutti gli animali allevati per la produzione di prodotti che quotidianamente consumiamo. Indirizzato per lo più ai bambini, questo cartone vuole insegnare agli umani ad avere maggior rispetto delle altre forme di vita e portare a riflettere sulla necessità di un consumo più consapevole di ciò che troviamo sulle nostre tavole.




Titolo: INSIDE-OUT

Regista: Pete Docter

Anno: 2015

Genere: Animazione-Commedia-Avventura-Drammatico

Clip:

https://www.youtube.com/watch?v=gFppSKeAoQo

Trama: Protagonista di Inside Out è la giovane Riley che, costretta a trasferirsi con la famiglia in una nuova città, deve fare i conti anche con le emozioni che convivono nel centro di controllo della sua mente, guidano la sua quotidianità, e spesso non sono d’accordo su come affrontare la vita in una nuova città, in una nuova casa e in una nuova scuola. Gioia è il motore del gruppo e mantiene tutti attivi e felici; cerca sempre di vedere il lato positivo delle cose. Paura è una sorta d'impiegato perennemente stressato: ha sempre paura di perdere il suo lavoro ma, poiché lui è il suo lavoro, questo non accadrà mai. Rabbia è arrabbiato: sa che i membri del gruppo hanno buone intenzioni e fanno del loro meglio ma, a differenza sua, non sanno come funzionano le cose. Disgusto è molto protettiva nei confronti di Rile ma ha delle aspettative alte verso il prossimo ed è poco paziente. Tristezza è divertente, anche nel suo essere triste: è intelligente e sempre previdente ma rappresenta una vera e propria sfida per Gioia.

Perché vale la pena guardarlo: Innanzitutto è commovente e guardandolo si torna tutti un po’ piccini, che male non fa. La commozione, però, non è di quelle facili, il film non è strappalacrime a caso: produce piuttosto un’esperienza ricca e complessa sul piano emotivo e sensoriale. Nel cartone tutto è finalizzato a sottolineare l’importanza dei ricordi e delle emozioni nella costruzione della personalità di ciascun individuo: in questo modo gli adulti rivedono se stessi da bambini e i più piccoli imparano l’importanza della cosiddetta competenza emotiva di cui i grandi, però, devono essere gli allenatori. È interessante il ruolo dato alla Gioia che riflette la società in cui attualmente viviamo: si deve essere felici, allegri, sempre al top. Ma questo, in realtà, non fa che creare dei problemi ai bambini perché quando si è tristi è importante che questa emozione possa trovare il suo spazio e possa essere ascoltata. Molto simpatico e significativo il personaggio della Tristezza.



Titolo: LA GABBIANELLA E IL GATTO

Regista: Enzo D’Alò

Anno: 1998

Genere: Animazione

Clip:

https://www.youtube.com/watch?v=VuzRgflh3io

Trama: Tratto da un romanzo di successo dello scrittore cileno Luis Sepùlveda, “La Gabbianella e il Gatto” racconta la storia di un cucciolo di gabbiano rimasto orfano e allevato con amore dai gatti che, dopo averlo covato, nutrito e svezzato, gli insegneranno anche a volare.

Perché guardarlo: Punto forte del film di Enzo d’Alò è la storia, raccontata con maestria e senza facili ammiccamenti o ipocrisie nei riguardi del giovane pubblico cui è naturalmente rivolto. La briosa e intelligente sceneggiatura unisce il divertimento puro alla didattica, fornendo efficaci lezioni sul concetto di “diversità” e sul rispetto della natura.

 


Titolo: SPIRIT - CAVALLO SELVAGGIO
Regista:
K. Asbury, L. Cook - Dreamwork
Anno:
2002
Genere:
Animazione
Clip:

https://www.youtube.com/watch?v=1xHJVs_INdI

Trama: Il cartone narra la vita di un giovane cavallo che lotta per la libertà. Vive insieme alla madre in una prateria, felice e libero, fino al giorno in cui viene catturato dagli uomini bianchi. Non è un cavallo che si arrende facilmente e tutta la storia ruota intorno alla sua volontà di tornare libero. Verrà salvato dagli Indiani con cui riuscirà a instaurare un rapporto di rispetto e cura reciproche. E, pur continuando a sognare la libertà, incontrando una giovane puledra, sceglierà di vivere con la tribù di Indiani a cui deve la vita.
Perché vale la pena guardarlo:
Il cavallo è nell’immaginario di grandi e piccoli sinonimo di libertà e purezza di spirito. In questo cartone animato, Spirit incarna perfettamente questa nostra romantica idea. Lotta contro le violenze degli umani per poter continuare a correre felice nella prateria con i suoi amici, lotta contro le regole e la disciplina che vuole i cavalli al servizio della guerra dei bianchi. Ma accanto agli uomini bruti che arrivano dall’Europa, Spirit ha la possibilità di conoscere esseri umani rispettosi della natura: gli Indiani d’America, uomini che vivevano venerando la natura in ogni sua forma e che riuscivano a entrare in contatto profondo con essa e con gli animali.
Il film inoltre, anche e soprattutto per i bambini, insegna ad avere rispetto degli altri: ascoltando le emozioni e i bisogni degli altri si può costruire relazioni autentiche e durature.

 
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